Caso documentato · HAI-525
Infezione contratta in ospedale a Venezia, risarcimento di 1.427.617 € nel 2026
Nel 2026 è stato riconosciuto un risarcimento di 1.427.617 € per un caso di Klebsiella pneumoniae XDR, Acinetobacter baumannii, Citrobacter freundii, Citrobacter koseri, Staphylococcus epidermidis, Staphylococcus auricularis, Candida albicans, Stenotrophomonas maltophilia, contratta in Rianimazione, poi Malattie infettive. Il Tribunale di Venezia (sentenza n. 5713/2025) liquida 673.459,00 euro alla moglie e 412.079,00 e 420.079,00 euro ai due figli, in tutto 1.505.617,00 euro. Ogni somma comprende 40.000,00 euro di danno biologico terminale, cioè 120.000,00 euro in tutto. In appello le parti accettano la proposta del giudice, che ridetermina il danno terminale in 42.000,00 euro complessivi e lascia fermo tutto il resto. Il totale diventa quindi 1.427.617,00 euro, più interessi e rivalutazione. Non comprende le spese di lite e dell'accertamento tecnico preventivo, i compensi dei consulenti d'ufficio e di parte. Le spese dell'appello sono compensate.
La decisione è stata assunta dalla Corte d'Appello di Venezia, secondo grado. Le fonti pubbliche consultate non indicano se la decisione sia definitiva.
Il caso riguarda una struttura pubblica di Venezia.
Il caso riguarda una persona. L’Osservatorio ICA Italia registra questo caso con il codice HAI-525 nella propria raccolta di sentenze italiane con risarcimento, arrivata a 445 casi documentati. È uno dei procedimenti diventati pubblici, cioè la punta dell’iceberg, perché la gran parte dei casi si chiude con accordi riservati, viene archiviata oppure non viene mai denunciata.
I dati del caso
- Sede e grado del procedimento
- Corte d'Appello di Venezia, secondo grado
- Stato del procedimento
- Non risulta dalle fonti consultate
- Data indicata dalle fonti
- 23/07/2026 (decisione 16/07/2026)
- Città
- VeneziaÈ la sede del tribunale che ha giudicato in primo grado. Il provvedimento non dice in quale comune si trovi la struttura sanitaria.
- Tipo di procedimento
- Appello in materia di responsabilità sanitaria, chiuso con l'accordo delle parti sulla proposta del giudice (art. 185 bis c.p.c.) e la dichiarazione di cessata materia del contendere
- Infezione
- Klebsiella pneumoniae XDR, Acinetobacter baumannii, Citrobacter freundii, Citrobacter koseri, Staphylococcus epidermidis, Staphylococcus auricularis, Candida albicans, Stenotrophomonas maltophilia
- Categoria
- Klebsiella / KPC
- Reparto o contesto
- Rianimazione, poi Malattie infettive
- Risarcimento riconosciuto
- 1.427.617 €Il Tribunale di Venezia (sentenza n. 5713/2025) liquida 673.459,00 euro alla moglie e 412.079,00 e 420.079,00 euro ai due figli, in tutto 1.505.617,00 euro. Ogni somma comprende 40.000,00 euro di danno biologico terminale, cioè 120.000,00 euro in tutto. In appello le parti accettano la proposta del giudice, che ridetermina il danno terminale in 42.000,00 euro complessivi e lascia fermo tutto il resto. Il totale diventa quindi 1.427.617,00 euro, più interessi e rivalutazione. Non comprende le spese di lite e dell'accertamento tecnico preventivo, i compensi dei consulenti d'ufficio e di parte. Le spese dell'appello sono compensate.
- Persone coinvolte
- 1
Il testo del provvedimento, non un articolo. Questa scheda nasce dalla lettura integrale della decisione. Il documento originale viene dagli archivi pubblici e lo pubblichiamo qui sotto per intero, così chi legge può controllare ogni riga. Corte d'Appello di Venezia, sentenza n. 1633/2026, R.G. 149/2026, pubblicata il 23/07/2026, che chiude con un accordo l'appello contro il Tribunale di Venezia, sentenza n. 5713/2025, R.G. 7598/2021 Una riga nera nel documento è nostra. Nell'appello oscurati i difensori con gli indirizzi dei loro studi. Nel primo grado oscurati i difensori, il nome dell'ospedale del contagio e quello dell'ospedale dove il paziente è stato operato, lasciati in chiaro dalla fonte. Tolte le date di nascita e di morte. Restano i magistrati. Controllato il 24/09/2026 con la lettura integrale dei due provvedimenti scaricati dagli archivi pubblici, con verificatore sui dati duri.
Il principio affermato. La responsabilità della struttura verso il paziente è contrattuale. Il paziente deve provare il ricovero e il peggioramento. Tocca alla struttura dimostrare di aver adottato tutte le misure dovute e che l'esito dipende da una causa che non poteva prevedere né evitare. Qui non lo dimostra per le infezioni prese in reparto.
Fonte: il provvedimento, in PDF · l’altro grado del giudizio, in PDF
L’Osservatorio ICA Italia pubblica solo informazioni già di dominio pubblico e non riporta nomi di persone private. Questa scheda ricostruisce il caso a partire dalle fonti citate, non sostituisce la lettura del provvedimento originale né il parere di un avvocato. Per una correzione o un’integrazione si può scrivere dalla pagina Contatti.
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