Osservatorio ICA Italia

Come lavoriamo

Come lavoriamo con l’intelligenza artificiale

Usiamo strumenti automatici per cercare, leggere e confrontare grandi quantità di documenti. Non li usiamo per decidere che cosa è vero. Aggiornata al 16/09/2026.

La regola che governa tutto

La macchina propone. Una persona decide e ne risponde.

Che cosa fanno gli strumenti automatici

Cercano. Nel nostro campo l’informazione è pubblica ma sparsa fra archivi giudiziari, bollettini regionali, pubblicazioni scientifiche e cronache locali. Nessuno riuscirebbe a passarla a mano. Gli strumenti la trovano, la mettono in fila e la propongono.

Leggono e confrontano. Segnalano quando due fonti dicono cose diverse, quando una cifra non torna, quando due testate che sembrano indipendenti appartengono allo stesso gruppo. Preparano il lavoro che poi una persona controlla.

Che cosa non fanno mai

Non decidono che cosa si pubblica né stabiliscono se una fonte è attendibile. Non aggiungono un numero, un nome o una circostanza che non stia in una fonte citata. Un testo approvato non lo toccano più. Con chi visita il sito non parlano, perché qui non c’è nessun assistente automatico. Le schede dei casi giudiziari non le scrivono. Sono composte dal programma riempiendo campi fissi coi dati verificati del nostro registro, senza generare prosa.

Che cosa fa una persona

Apre le fonti e le legge. Verifica che dicano quello che si sostiene. Decide se una voce si pubblica, si corregge o si scarta. Firma quella decisione, con la data. Su un contenuto che riguarda la salute delle persone questo lavoro non si delega. Nessuno strumento porta la responsabilità di un errore.

I nove cancelli

Che cosa attraversa un’informazione prima di uscire

Sono i controlli veri, quelli che girano ogni giorno. Alcuni li fa una persona, altri sono automatici e non si possono saltare. Servono a impedire che una voce arrivi al lettore senza una fonte aperta, letta e raggiungibile.

01.

La fonte si apre e si legge lo fa una persona

Prima di tutto una persona apre la fonte e verifica che parli proprio di quel caso o riporti proprio quella cifra. Un titolo attinente non basta. È il controllo che nessuno strumento può fare al posto nostro.

02.

Il collegamento viene provato automatico

Ogni indirizzo citato viene raggiunto per accertare che chiunque possa arrivarci. Una fonte che non si apre non è una fonte.

03.

Quel che non ha riscontro non arriva in redazione automatico

Le voci raccolte senza un riscontro solido vengono scartate prima di essere proposte. Sono le informazioni più fragili, quindi non entrano nemmeno nella coda di chi decide.

04.

Il muro sui nomi delle persone automatico

Un controllo passa al setaccio i testi e i documenti in cerca di nomi di persone private, e li ferma. Sui documenti ufficiali che pubblichiamo la ricerca avviene anche sui pixel, con la lettura ottica, perché un nome può stare nell’immagine di una pagina e non nel suo testo.

05.

Il muro sui sostenitori automatico

Se in un contenuto compare il nome di un sostenitore, di un fornitore o di chi ha fondato l’Osservatorio, la pubblicazione si blocca. Vale anche per i nostri stessi materiali, così quello che il regolamento vieta non può passare per errore.

06.

I conti si rifanno da soli automatico

Il numero dei casi e gli importi non si scrivono a mano nei testi. Vengono ricalcolati dalla fonte, così una cifra non può restare indietro rispetto ai dati.

07.

Ogni lunedì si ribussa a tutte le fonti automatico

Un controllo settimanale torna su ogni fonte citata dal sito. Quando tutte le fonti di un caso non rispondono per due settimane di fila, il caso esce dalle pagine pubbliche da solo, e il conto dei casi cala. Rientra se la fonte torna raggiungibile.

08.

Il via libera è di una persona, sempre lo fa una persona

Nessuna informazione va online per decisione di uno strumento. Ogni voce viene aperta, letta e approvata o scartata da chi ha la responsabilità dei contenuti. Questo cancello non si automatizza, per scelta.

09.

Il sito si controlla da sé prima di uscire automatico

Centinaia di verifiche automatiche girano su dati, conteggi, collegamenti e coerenza dei testi a ogni modifica del sito. Se una di queste si accende, non si pubblica.

Le immagini e le voci della campagna social

Sul sito non pubblichiamo fotografie di reparti, corsie o sale operatorie. Le fotografie d’ambiente che accompagnano i nostri contenuti sui social sono immagini generate con l’intelligenza artificiale e lo dichiarano ogni volta, accanto all’immagine. Non raffigurano strutture reali, non raffigurano persone reali, non documentano i fatti di cui si parla. Quando un contenuto ha bisogno di una prova, quella prova è un documento citato nella Banca Dati.

Nei video divulgativi la voce narrante è una voce sintetica, dichiarata all’inizio e nella descrizione. Non imita la voce di nessuna persona reale.

Chi risponde

La responsabilità di tutto quello che si pubblica è della direzione dell’Osservatorio, per intero. I riferimenti e il modo per raggiungerla si trovano nelle note legali. Le regole con cui decidiamo si leggono nel regolamento editoriale, che all’articolo 15 dice per iscritto quello che questa pagina spiega.

Se in un contenuto trovi un errore, la segnalazione ha la precedenza su tutto. I canali sono nella pagina Contatti.

Le stesse regole valgono per come verifichiamo i dati.

Il regolamento editoriale →