Osservatorio ICA Italia

L’attuazione, Regione per Regione

I piani regionali

Il Antibiotico-resistenza (AMR) La capacità di alcuni batteri di sopravvivere agli antibiotici che dovrebbero ucciderli. Rende le infezioni più difficili da curare ed è una delle cause principali di morte legata alle cure. Tutti i termini → contiene traguardi con una data. Il primo riguarda le Regioni, perché tutte e ventuno dovevano adottare il proprio piano, con un atto formale, entro il primo semestre 2023. Abbiamo aperto gli atti uno per uno per vedere chi lo ha fatto.

La scadenza era il 30/06/2023

Un piano che non c’è non si può applicare.

7 su 21

Regioni e Province autonome con un piano regionale vero, cioè un documento con obiettivi, azioni e traguardi propri.

Fonte della scadenza: Ministero della Salute · Piano Nazionale di Contrasto all’Antibiotico-Resistenza (PNCAR) 2022-2025

Come va letto questo conto

Le altre non sono ferme

Sarebbe falso dirlo. Hanno recepito il piano nazionale, istituito gruppi di coordinamento, avviato reti di sorveglianza, pubblicato linee di indirizzo cliniche. Quello che manca è il piano regionale che il piano nazionale chiedeva, con obiettivi e traguardi verificabili.

Per questo la classificazione qui sotto non è un sì o un no. Dire che una Regione «non ha il piano» è un’affermazione grave. Va graduata.

Il piano è stato prorogato fino al 31/12/2026, ma la proroga non riapre i termini regionali del 2023.

7 Regioni

Piano regionale adottato

Esiste un documento regionale vero, con obiettivi, azioni e traguardi propri, allegato a un atto formale.

10 Regioni

Solo recepimento del piano nazionale

L’atto recepisce il piano nazionale e in genere istituisce un gruppo di coordinamento, senza però contenere un piano regionale con obiettivi e traguardi propri.

3 Regioni

Dentro il piano della prevenzione

Il tema non ha un piano dedicato, ma vive come capitolo del piano regionale della prevenzione, un documento più ampio e in questi casi anteriore al piano nazionale.

Una Regione

Atto non reperibile

La Regione dichiara di avere un piano, ma l’atto che lo approva non risulta pubblicato in forma consultabile.

L’altra metà del conto

Gli obiettivi numerici del piano

Alle Regioni il piano nazionale chiedeva un documento. All’Italia chiedeva otto risultati misurabili sull’uso degli antibiotici, con una data e una soglia. A misurarli è l’AIFA, nel rapporto nazionale che pubblica ogni anno.

1 su 8

Gli obiettivi numerici del piano centrati finora. Li misura l’AIFA nel proprio rapporto nazionale. È lei a marcare ogni riga come raggiunta o non raggiunta.

  • Fuori dall’ospedale Antibiotici presi fuori dall’ospedale
    Doveva ridurre almeno del 10% -4,5%
    non raggiunto

    I consumi sono scesi, ma meno della metà di quanto il piano chiedeva.

  • Fuori dall’ospedale Antibiotici ad ampio raggio rispetto a quelli mirati
    Doveva ridurre almeno del 20% +11,8%
    non raggiunto

    Qui il dato è andato dalla parte sbagliata. Si usano più antibiotici che colpiscono molti batteri insieme, che sono anche quelli che alimentano di più le resistenze.

  • Bambini Amoxicillina semplice al posto di quella rinforzata
    Doveva aumentare almeno del 30% +2,8%
    non raggiunto
  • Bambini Antibiotici presi dai bambini fuori dall’ospedale
    Doveva ridurre almeno del 10% +11,8%
    non raggiunto
  • Bambini Antibiotici ad ampio raggio rispetto a quelli mirati
    Doveva ridurre almeno del 20% -3,8%
    non raggiunto
  • In ospedale Antibiotici usati durante il ricovero
    Doveva ridurre più del 5% +8,2%
    non raggiunto
  • In ospedale Carbapenemi, gli antibiotici di ultima linea
    Doveva ridurre almeno del 10% +55,4%
    non raggiunto

    È la riga che AIFA segnala come più preoccupante. Sono gli antibiotici tenuti da parte per quando gli altri non funzionano più. In cinque anni se ne è usata più della metà in più.

  • In ospedale Fluorochinoloni in ospedale
    Doveva ridurre almeno del 10% -36,0%
    raggiunto

    L’unico obiettivo centrato degli otto.

Come va letta. Gli obiettivi sono scritti nel piano come traguardi del 2025 rispetto al 2022, ma l’AIFA li misura sull’andamento fra il 2019 e il 2024. Riportiamo il suo verdetto e il suo metodo, senza rifare il conto per conto nostro. Il segno più davanti a un numero significa che i consumi sono aumentati, quindi che si è andati nella direzione opposta a quella chiesta dal piano.

«Nel setting ospedaliero nessuno degli obiettivi del PNCAR è stato raggiunto, ad eccezione di quello relativo alla riduzione del consumo dei fluorochinoloni.»

Fonte: AIFA · Osservatorio Nazionale sull’impiego dei Medicinali · L’uso degli antibiotici in Italia · Rapporto Nazionale Anno 2024 · PDF, tabella di sintesi degli indicatori.

Il metodo

Come abbiamo verificato

Ogni riga di questa pagina nasce dalla lettura dell’atto, non dal suo titolo. È una distinzione che cambia il risultato, perché diversi atti intitolati «piano» contengono soltanto il recepimento dell’intesa nazionale. In un caso l’allegato che sembrava il piano regionale era la scansione di quello nazionale.

Dove la Regione stessa descrive come piano un atto che non lo è, lo scriviamo e spieghiamo perché abbiamo deciso diversamente. Dove l’atto esiste ma non riusciamo a leggerlo, lo dichiariamo invece di dedurne l’assenza.

Tutte le fonti citate sono istituzionali, cioè siti delle Regioni, bollettini ufficiali e raccolte ministeriali. Le trovi anche nella Banca Dati.

Le sentenze documentate dicono cosa succede quando la prevenzione non regge.

La mappa dei casi →