Caso documentato · HAI-452
Infezione contratta in ospedale a Trieste, risarcimento di 279.825 € nel 2021
Nel 2021 è stato riconosciuto un risarcimento di 279.825 € per un caso di Staphylococcus lugdunensis (endocardite batterica), contratta in Espianto di midollo osseo da donatore volontario, eseguito in day-surgery, preceduto da accertamenti diagnostici preoperatori di idoneità del donatore (elettrocardiogramma). Danno non patrimoniale (biologico permanente al 33,5%, con personalizzazione del 22% per la perdita della possibilità di continuare l'attività di musicista professionista, più un 2% per il pregiudizio al matrimonio) liquidato in complessivi 279.825 euro, comprensivi di devalutazione, rivalutazione monetaria e interessi legali calcolati fino alla data della sentenza. Restano fuori dal totale gli interessi legali maturandi dalla sentenza al saldo, le spese processuali poste a carico della stessa struttura (22.692 euro di compensi, oltre accessori) e la metà delle spese di CTU, poste per l'altra metà a carico dell'attore. Rigettata per difetto di prova la domanda di danno patrimoniale per perdita di redditi da musicista e per perdita di chance di carriera. Nessuna condanna nei confronti della struttura che ha eseguito l'espianto di midollo (che ha fornito prova di aver adottato tutte le cautele previste dal protocollo) né nei confronti dell'ente che gestisce il Registro Nazionale Donatori di Midollo Osseo (per difetto di titolo di responsabilità verso il donatore).
La decisione è stata assunta dal Tribunale di Trieste, primo grado. Le fonti pubbliche consultate non indicano se la decisione sia definitiva.
Le fonti pubbliche non dicono di che tipo di struttura si tratti.
Il caso riguarda una persona. L’Osservatorio ICA Italia registra questo caso con il codice HAI-452 nella propria raccolta di sentenze italiane con risarcimento, arrivata a 445 casi documentati. È uno dei procedimenti diventati pubblici, cioè la punta dell’iceberg, perché la gran parte dei casi si chiude con accordi riservati, viene archiviata oppure non viene mai denunciata.
I dati del caso
- Sede e grado del procedimento
- Tribunale di Trieste, primo grado
- Stato del procedimento
- Non risulta dalle fonti consultate
- Data indicata dalle fonti
- 16/12/2021 (data di pubblicazione, da _registro.csv; il testo del provvedimento riporta solo la data della decisione: "Così deciso a Trieste, il 9/11/2021", quindi 09/11/2021)
- Città
- Trieste
- Tipo di procedimento
- Giudizio di primo grado in materia di responsabilità sanitaria per infezione nosocomiale contratta durante un espianto di midollo osseo da donatore volontario. Attore il donatore, convenuti tre soggetti: la struttura che ha eseguito gli accertamenti diagnostici preoperatori di idoneità, la struttura dove è stato eseguito l'espianto e l'ente che gestisce il Registro Nazionale Donatori di Midollo Osseo. Il Tribunale accoglie la domanda nei confronti della sola struttura che ha eseguito gli accertamenti preoperatori, rigetta le domande nei confronti della struttura di espianto e del Registro nazionale.
- Infezione
- Staphylococcus lugdunensis (endocardite batterica)
- Categoria
- Stafilococco / MRSA
- Reparto o contesto
- Espianto di midollo osseo da donatore volontario, eseguito in day-surgery, preceduto da accertamenti diagnostici preoperatori di idoneità del donatore (elettrocardiogramma)
- Risarcimento riconosciuto
- 279.825 €Danno non patrimoniale (biologico permanente al 33,5%, con personalizzazione del 22% per la perdita della possibilità di continuare l'attività di musicista professionista, più un 2% per il pregiudizio al matrimonio) liquidato in complessivi 279.825 euro, comprensivi di devalutazione, rivalutazione monetaria e interessi legali calcolati fino alla data della sentenza. Restano fuori dal totale gli interessi legali maturandi dalla sentenza al saldo, le spese processuali poste a carico della stessa struttura (22.692 euro di compensi, oltre accessori) e la metà delle spese di CTU, poste per l'altra metà a carico dell'attore. Rigettata per difetto di prova la domanda di danno patrimoniale per perdita di redditi da musicista e per perdita di chance di carriera. Nessuna condanna nei confronti della struttura che ha eseguito l'espianto di midollo (che ha fornito prova di aver adottato tutte le cautele previste dal protocollo) né nei confronti dell'ente che gestisce il Registro Nazionale Donatori di Midollo Osseo (per difetto di titolo di responsabilità verso il donatore).
- Persone coinvolte
- 1
Il testo del provvedimento, non un articolo. Questa scheda nasce dalla lettura integrale della decisione. Il documento originale viene dagli archivi pubblici e lo pubblichiamo qui sotto per intero, così chi legge può controllare ogni riga. Tribunale di Trieste, sentenza n. 692/2021, R.G. 1292/2015, decisa il 09/11/2021, pubblicata il 16/12/2021 (numero di sentenza e data di pubblicazione da _registro.csv; il testo riporta solo la data della decisione) Controllato il 19/09/2026 con la lettura integrale del provvedimento scaricato dagli archivi pubblici, con verifica dei dati duri da un secondo lettore.
Il principio affermato. Nella responsabilità contrattuale da contatto sociale qualificato, accertato il nesso causale fra la prestazione sanitaria e il danno, spetta alla struttura dimostrare l'esatto adempimento o la causa a essa non imputabile. La struttura che ha eseguito l'espianto ha fornito tale prova, documentando in cartella clinica il rispetto del protocollo di disinfezione e prevenzione del rischio infettivo. La struttura che ha eseguito gli accertamenti preoperatori non vi è invece riuscita. Non ha dimostrato di aver escluso, con gli strumenti diagnostici e l'anamnesi familiare dovuti, una malformazione cardiaca che imponeva la profilassi antibiotica prima dell'espianto ed è quindi responsabile per omessa diagnosi, in concorso causale con l'infezione nosocomiale.
Fonte: il provvedimento, in PDF
L’Osservatorio ICA Italia pubblica solo informazioni già di dominio pubblico e non riporta nomi di persone private. Questa scheda ricostruisce il caso a partire dalle fonti citate, non sostituisce la lettura del provvedimento originale né il parere di un avvocato. Per una correzione o un’integrazione si può scrivere dalla pagina Contatti.
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