Osservatorio ICA Italia

Caso documentato · HAI-451

Infezione contratta in ospedale a Battipaglia, risarcimento di 328.344,72 € nel 2023

Nel 2023 è stato riconosciuto un risarcimento di 328.344,72 € per un caso di sepsi neonatale da infezioni nosocomiali multiple contratte in terapia intensiva neonatale: Staphylococcus epidermidis, Staphylococcus warneri, Staphylococcus hominis, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae (nomi scritti come da testo), contratta in Terapia Intensiva Neonatale, in due ricoveri consecutivi presso due diverse strutture, a seguito di un parto pretermine. Somma delle condanne a carico delle due strutture. La prima struttura (60%) è condannata a pagare complessivi 184.038,00 euro: 8.607,00 euro di danno non patrimoniale iure hereditario (diviso fra gli eredi) più 75.106,80 euro al padre, 77.529,60 euro alla madre e 22.794,60 euro alla sorella, a titolo di danno parentale iure proprio. La seconda struttura (30%) è condannata a pagare complessivi 90.771,60 euro, con la stessa suddivisione in proporzione alla quota: 3.056,10 euro iure hereditario, 37.553,40 euro al padre, 38.764,80 euro alla madre e 11.397,30 euro alla sorella. Le somme sono ridotte rispetto al calcolo tabellare pieno per la particolarità del caso (un feto di poche settimane di vita e la concausa di un danno neurologico non imputabile alle strutture). Rigettate le domande di danno patrimoniale e le domande di risarcimento degli altri parenti (nonni, zii, cugini) per carenza di prova del legame affettivo. Il 10% di responsabilità residua, attribuito dai periti a una terza struttura non citata in giudizio, non è stato oggetto di richiesta risarcitoria in questo processo. Interessi e rivalutazione dalla data della morte alla pubblicazione della sentenza. La Corte d'Appello di Salerno, con sentenza n. 637/2025, ha aggiunto 53.535,12 euro ai 274.809,60 del primo grado, rivedendo al rialzo il danno da perdita del rapporto parentale.

La decisione è stata assunta dal Tribunale di Salerno, Seconda Sezione Civile, giudice unico, primo grado. Le fonti pubbliche consultate non indicano se la decisione sia definitiva.

Le fonti pubbliche non dicono di che tipo di struttura si tratti.

Il caso riguarda una persona. L’Osservatorio ICA Italia registra questo caso con il codice HAI-451 nella propria raccolta di sentenze italiane con risarcimento, arrivata a 445 casi documentati. È uno dei procedimenti diventati pubblici, cioè la punta dell’iceberg, perché la gran parte dei casi si chiude con accordi riservati, viene archiviata oppure non viene mai denunciata.

I dati del caso

Sede e grado del procedimento
Tribunale di Salerno, Seconda Sezione Civile, giudice unico, primo grado
Stato del procedimento
Non risulta dalle fonti consultate
Data indicata dalle fonti
13/12/2023 (decisione 10/12/2023)
Città
Battipaglia
Tipo di procedimento
Azione di risarcimento danni per responsabilità sanitaria, promossa dai genitori e da altri familiari di un neonato deceduto contro due strutture ospedaliere (con successiva chiamata in causa di una terza struttura, risultata priva di legittimazione passiva ed estromessa); domanda accolta nei confronti dei genitori e della sorella del piccolo, nei limiti delle rispettive quote di responsabilità del 60% e del 30%; rigettate le domande degli altri parenti
Infezione
sepsi neonatale da infezioni nosocomiali multiple contratte in terapia intensiva neonatale: Staphylococcus epidermidis, Staphylococcus warneri, Staphylococcus hominis, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae (nomi scritti come da testo)
Categoria
Klebsiella / KPC
Reparto o contesto
Terapia Intensiva Neonatale, in due ricoveri consecutivi presso due diverse strutture, a seguito di un parto pretermine
Risarcimento riconosciuto
328.344,72 €Somma delle condanne a carico delle due strutture. La prima struttura (60%) è condannata a pagare complessivi 184.038,00 euro: 8.607,00 euro di danno non patrimoniale iure hereditario (diviso fra gli eredi) più 75.106,80 euro al padre, 77.529,60 euro alla madre e 22.794,60 euro alla sorella, a titolo di danno parentale iure proprio. La seconda struttura (30%) è condannata a pagare complessivi 90.771,60 euro, con la stessa suddivisione in proporzione alla quota: 3.056,10 euro iure hereditario, 37.553,40 euro al padre, 38.764,80 euro alla madre e 11.397,30 euro alla sorella. Le somme sono ridotte rispetto al calcolo tabellare pieno per la particolarità del caso (un feto di poche settimane di vita e la concausa di un danno neurologico non imputabile alle strutture). Rigettate le domande di danno patrimoniale e le domande di risarcimento degli altri parenti (nonni, zii, cugini) per carenza di prova del legame affettivo. Il 10% di responsabilità residua, attribuito dai periti a una terza struttura non citata in giudizio, non è stato oggetto di richiesta risarcitoria in questo processo. Interessi e rivalutazione dalla data della morte alla pubblicazione della sentenza. La Corte d'Appello di Salerno, con sentenza n. 637/2025, ha aggiunto 53.535,12 euro ai 274.809,60 del primo grado, rivedendo al rialzo il danno da perdita del rapporto parentale.
Persone coinvolte
1

Il testo del provvedimento, non un articolo. Questa scheda nasce dalla lettura integrale della decisione. Il documento originale viene dagli archivi pubblici e lo pubblichiamo qui sotto per intero, così chi legge può controllare ogni riga. Tribunale di Salerno, sentenza n. 5631/2023, RG 6852/2015, pubbl. 13/12/2023 Controllato il 19/09/2026 con la lettura integrale dei provvedimenti scaricati dagli archivi pubblici, con confronto dei dispositivi di ogni grado.

Il principio affermato. Per le infezioni nosocomiali, una volta che il paziente prova la contrazione dell'infezione in ambiente ospedaliero secondo i criteri temporale, topografico e clinico, spetta alla struttura provare di aver adottato in concreto e non solo predisposto in astratto, le cautele e i protocolli di prevenzione. Quando più strutture concorrono a cagionare lo stesso danno con condotte distinte, il danneggiato può limitare la propria pretesa alla quota di responsabilità di ciascuna, rinunciando alla solidarietà e il giudice liquida allora il danno nei limiti di quella quota.

Fonte: il provvedimento, in PDF · l’altro grado del giudizio, in PDF

L’Osservatorio ICA Italia pubblica solo informazioni già di dominio pubblico e non riporta nomi di persone private. Questa scheda ricostruisce il caso a partire dalle fonti citate, non sostituisce la lettura del provvedimento originale né il parere di un avvocato. Per una correzione o un’integrazione si può scrivere dalla pagina Contatti.

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