Caso documentato · HAI-374
Infezione contratta in ospedale a Cotignola, risarcimento di 1.081.682 € nel 2026
Nel 2026 è stato riconosciuto un risarcimento di 1.081.682 € per un caso di Infezione del sito chirurgico da Pseudomonas Aeruginosa, insorta durante l'intervento e ritenuta causa determinante del decesso; negli ultimi ricoveri il paziente risultava positivo anche a Klebsiella Pneumoniae e Acinetobacter Baumannii complex, patogeni tipici delle infezioni ospedaliere che secondo il giudice hanno contribuito ad anticipare la morte, contratta in Reparto di Neurochirurgia. L'infezione insorge durante l'intervento di asportazione di un'ernia discale lombare L5-S1 del 23/11/2012. Segue un ricovero per riabilitazione motoria in una casa di cura, dove l'infezione non viene riconosciuta ne' trattata in tempo. Somma di due voci liquidate nel dispositivo, a carico delle due strutture condannate al 50% ciascuna. La prima voce e' il danno non patrimoniale iure proprio da perdita del rapporto parentale a tre eredi (346.476,00 + 340.701,40 + 294.504,60 euro). La seconda e' il danno iure hereditatis (biologico terminale più morale catastrofale) di 100.000,00 euro complessivi, da dividere fra gli eredi secondo le quote successorie. Oltre interessi legali e rivalutazione monetaria, calcolati con criteri indicati in motivazione ma non tradotti in una cifra unica nel testo. Non comprende le spese di lite verso gli attori (14.596,50 euro, da distrarsi allo Stato per patrocinio a spese dello Stato, più 37.950,90 euro), le spese di lite verso il medico chiamato in causa e le sue due compagnie assicurative (29.193,00 euro ciascuna), le spese di lite dovute dagli attori a una terza struttura scagionata (29.193,00 euro) e le spese di CTU, poste anch'esse al 50% a carico delle due strutture condannate
La decisione è stata assunta dal Tribunale di Tivoli, primo grado, giudice monocratico. Le fonti pubbliche consultate non indicano se la decisione sia definitiva.
Le fonti pubbliche non dicono di che tipo di struttura si tratti.
Il caso riguarda una persona. L’Osservatorio ICA Italia registra questo caso con il codice HAI-374 nella propria raccolta di sentenze italiane con risarcimento, arrivata a 445 casi documentati. È uno dei procedimenti diventati pubblici, cioè la punta dell’iceberg, perché la gran parte dei casi si chiude con accordi riservati, viene archiviata oppure non viene mai denunciata.
I dati del caso
- Sede e grado del procedimento
- Tribunale di Tivoli, primo grado, giudice monocratico
- Stato del procedimento
- Non risulta dalle fonti consultate
- Data indicata dalle fonti
- 21/04/2026
- Città
- Cotignola
- Tipo di procedimento
- Causa civile di primo grado per il risarcimento dei danni da decesso per responsabilità sanitaria, promossa dai familiari del paziente contro tre strutture sanitarie, con chiamata in causa di un medico e delle sue due compagnie assicurative
- Infezione
- Infezione del sito chirurgico da Pseudomonas Aeruginosa, insorta durante l'intervento e ritenuta causa determinante del decesso; negli ultimi ricoveri il paziente risultava positivo anche a Klebsiella Pneumoniae e Acinetobacter Baumannii complex, patogeni tipici delle infezioni ospedaliere che secondo il giudice hanno contribuito ad anticipare la morte
- Categoria
- Klebsiella / KPC
- Reparto o contesto
- Reparto di Neurochirurgia. L'infezione insorge durante l'intervento di asportazione di un'ernia discale lombare L5-S1 del 23/11/2012. Segue un ricovero per riabilitazione motoria in una casa di cura, dove l'infezione non viene riconosciuta ne' trattata in tempo
- Risarcimento riconosciuto
- 1.081.682 €Somma di due voci liquidate nel dispositivo, a carico delle due strutture condannate al 50% ciascuna. La prima voce e' il danno non patrimoniale iure proprio da perdita del rapporto parentale a tre eredi (346.476,00 + 340.701,40 + 294.504,60 euro). La seconda e' il danno iure hereditatis (biologico terminale più morale catastrofale) di 100.000,00 euro complessivi, da dividere fra gli eredi secondo le quote successorie. Oltre interessi legali e rivalutazione monetaria, calcolati con criteri indicati in motivazione ma non tradotti in una cifra unica nel testo. Non comprende le spese di lite verso gli attori (14.596,50 euro, da distrarsi allo Stato per patrocinio a spese dello Stato, più 37.950,90 euro), le spese di lite verso il medico chiamato in causa e le sue due compagnie assicurative (29.193,00 euro ciascuna), le spese di lite dovute dagli attori a una terza struttura scagionata (29.193,00 euro) e le spese di CTU, poste anch'esse al 50% a carico delle due strutture condannate
- Persone coinvolte
- 1
Il testo del provvedimento, non un articolo. Questa scheda nasce dalla lettura integrale della decisione. Il documento originale viene dagli archivi pubblici e lo pubblichiamo qui sotto per intero, così chi legge può controllare ogni riga. Tribunale di Tivoli, sentenza n. 487/2026, RG 3511/2016, pubblicazione 21/04/2026 Una riga nera nel documento è nostra. Oscurati i nomi delle parti e dei difensori rimasti in chiaro. Tolti anche gli indirizzi, i civici, i CAP, il comune di residenza e le date di nascita e di morte. Restano i magistrati, che firmano la decisione. Oscurati anche i nomi propri delle strutture nominate. Controllato il 09/09/2026 con la lettura integrale del provvedimento scaricato dagli archivi pubblici.
Il principio affermato. Responsabilità contrattuale della struttura sanitaria ex art. 1218 c.c.: il paziente deve provare solo il nesso causale fra la condotta sanitaria e il danno, mentre spetta alla struttura provare l'esatto adempimento (Cass. Sez. 3, ord. 5922/2024; Cass. SS.UU. 13533/2001). Il danno da perdita del rapporto parentale gode di presunzione iuris tantum a favore dei familiari, superabile solo con prova contraria a carico del convenuto (Cass. Sez. 3, ord. 5769/2024)
Fonte: il provvedimento, in PDF
L’Osservatorio ICA Italia pubblica solo informazioni già di dominio pubblico e non riporta nomi di persone private. Questa scheda ricostruisce il caso a partire dalle fonti citate, non sostituisce la lettura del provvedimento originale né il parere di un avvocato. Per una correzione o un’integrazione si può scrivere dalla pagina Contatti.
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