Osservatorio ICA Italia

Caso documentato · HAI-369

Infezione contratta in ospedale a Roma, risarcimento di 25.011,98 € nel 2020

Nel 2020 è stato riconosciuto un risarcimento di 25.011,98 € per un caso di Infezione del sito chirurgico (spondilodiscite post-operatoria da Proteus Mirabilis), contratta in Chirurgia della colonna vertebrale, sala operatoria. Il risarcimento di 25.011,98 euro comprende il danno non patrimoniale (biologico permanente al 5%, invalidita' temporanea e sofferenza interiore), liquidato in 9.500 euro e devalutato a settembre 2016 in 9.277,34 euro, sommato al danno patrimoniale per spese mediche di 14.837,94 euro, con gli interessi legali calcolati anno per anno sulla somma capitale rivalutata. Restano fuori le spese processuali (4.835 euro di compensi e 550 euro di spese) e le spese di CTU, poste a carico della struttura ma non liquidate come risarcimento al paziente.

La decisione è stata assunta dal Tribunale di Roma, Sezione XIII Civile, primo grado. Le fonti pubbliche consultate non indicano se la decisione sia definitiva.

Le fonti pubbliche non dicono di che tipo di struttura si tratti.

Il caso riguarda una persona. L’Osservatorio ICA Italia registra questo caso con il codice HAI-369 nella propria raccolta di sentenze italiane con risarcimento, arrivata a 445 casi documentati. È uno dei procedimenti diventati pubblici, cioè la punta dell’iceberg, perché la gran parte dei casi si chiude con accordi riservati, viene archiviata oppure non viene mai denunciata.

I dati del caso

Sede e grado del procedimento
Tribunale di Roma, Sezione XIII Civile, primo grado
Stato del procedimento
Non risulta dalle fonti consultate
Data indicata dalle fonti
22/09/2020
Città
Roma
Tipo di procedimento
Giudizio ordinario di cognizione, primo grado
Infezione
Infezione del sito chirurgico (spondilodiscite post-operatoria da Proteus Mirabilis)
Categoria
Sito chirurgico
Reparto o contesto
Chirurgia della colonna vertebrale, sala operatoria
Risarcimento riconosciuto
25.011,98 €Il risarcimento di 25.011,98 euro comprende il danno non patrimoniale (biologico permanente al 5%, invalidita' temporanea e sofferenza interiore), liquidato in 9.500 euro e devalutato a settembre 2016 in 9.277,34 euro, sommato al danno patrimoniale per spese mediche di 14.837,94 euro, con gli interessi legali calcolati anno per anno sulla somma capitale rivalutata. Restano fuori le spese processuali (4.835 euro di compensi e 550 euro di spese) e le spese di CTU, poste a carico della struttura ma non liquidate come risarcimento al paziente.
Persone coinvolte
1

Il testo del provvedimento, non un articolo. Questa scheda nasce dalla lettura integrale della decisione. Il documento originale viene dagli archivi pubblici e lo pubblichiamo qui sotto per intero, così chi legge può controllare ogni riga. Tribunale di Roma, sentenza n. 12707/2020, R.G. n. 74004/2017, depositata e pubblicata il 22/09/2020 Una riga nera nel documento è nostra. Oscurati i nomi delle parti e dei difensori rimasti in chiaro. Tolti anche gli indirizzi, i civici, i CAP, il comune di residenza e le date di nascita e di morte. Restano i magistrati, che firmano la decisione. Controllato il 07/09/2026 con la lettura integrale del provvedimento scaricato dagli archivi pubblici.

Il principio affermato. Accertato il nesso causale tra l'intervento e l'infezione in base al criterio del "piu' probabile che non", il tribunale applica il principio per cui, una volta provato il nesso, spetta alla struttura dimostrare di aver diligentemente operato o che l'inadempimento deriva da causa non imputabile. La mancata prova, da parte della struttura, di aver adottato "sistemi o procedure di prevenzione per la riduzione del fenomeno delle infezioni dei siti chirurgici" ne determina la responsabilita' diretta nella causazione del danno.

Fonte: il provvedimento, in PDF

L’Osservatorio ICA Italia pubblica solo informazioni già di dominio pubblico e non riporta nomi di persone private. Questa scheda ricostruisce il caso a partire dalle fonti citate, non sostituisce la lettura del provvedimento originale né il parere di un avvocato. Per una correzione o un’integrazione si può scrivere dalla pagina Contatti.

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