Caso documentato · HAI-349
Infezione contratta in ospedale a Roma, risarcimento di 1.263.514,56 € nel 2024
Nel 2024 è stato riconosciuto un risarcimento di 1.263.514,56 € per un caso di Sepsi da Staphylococcus Aureus meticillino resistente (MRSA) di origine nosocomiale, evoluta in mediastinite, endocardite e insufficienza multiorgano, con esito letale, in neonato pretermine con cardiopatia congenita, contratta in Cardiochirurgia pediatrica e terapia intensiva neonatale, nel periodo del ricovero per intervento di valvuloplastica percutanea della valvola polmonare, posizionamento di catetere venoso centrale (CVC) e successivo intervento di clipping del dotto arterioso. Il totale di euro 1.263.514,56 e' composto dal danno non patrimoniale da perdita del rapporto parentale, liquidato con le tabelle del Tribunale di Roma 2023 (valore punto euro 11.356,15): euro 317.972,20 al padre (28 punti), euro 317.972,20 alla madre (28 punti), euro 187.376,47 al fratello (16,5 punti), euro 147.629,95 a una nonna (13 punti), euro 141.951,87 a un'altra nonna (12,5 punti) ed euro 141.951,87 al nonno deceduto in corso di causa, ripartiti fra i suoi eredi (12,5 punti); a cui si aggiunge il danno patrimoniale di euro 8.660,00 (spese funerarie euro 2.000,00 e consulenze medico legali di parte per euro 3.660,00 ed euro 3.000,00). Oltre interessi legali, devalutati alla data del decesso e rivalutati anno per anno secondo gli indici ISTAT. Restano fuori dal conteggio le spese di CTU (a carico della convenuta condannata, liquidate con separato decreto) e le spese di lite, cioe' euro 900,00 di esborsi ed euro 41.007,00 di compenso a favore degli attori a carico della struttura condannata; euro 18.977,00 di compenso che gli attori devono rifondere alla struttura assolta.
La decisione è stata assunta dal Tribunale di Roma, tredicesima sezione civile, giudice unico, primo grado. Le fonti pubbliche consultate non indicano se la decisione sia definitiva.
Le fonti pubbliche non dicono di che tipo di struttura si tratti.
Il caso riguarda 6 persone. L’Osservatorio ICA Italia registra questo caso con il codice HAI-349 nella propria raccolta di sentenze italiane con risarcimento, arrivata a 445 casi documentati. È uno dei procedimenti diventati pubblici, cioè la punta dell’iceberg, perché la gran parte dei casi si chiude con accordi riservati, viene archiviata oppure non viene mai denunciata.
I dati del caso
- Sede e grado del procedimento
- Tribunale di Roma, tredicesima sezione civile, giudice unico, primo grado
- Stato del procedimento
- Non risulta dalle fonti consultate
- Data indicata dalle fonti
- 11/05/2024
- Città
- Roma
- Tipo di procedimento
- Giudizio civile ordinario di risarcimento danni per responsabilita' medica (decesso per infezione nosocomiale), azionato dai congiunti del paziente deceduto iure proprio ai sensi dell'art. 2043 c.c.; preceduto da accertamento tecnico preventivo ex art. 696 bis c.p.c.; deceduto uno degli attori in corso di causa, con intervento volontario degli eredi; decisa con sentenza ex artt. 132 c.p.c. e 118 disp. att. c.p.c.
- Infezione
- Sepsi da Staphylococcus Aureus meticillino resistente (MRSA) di origine nosocomiale, evoluta in mediastinite, endocardite e insufficienza multiorgano, con esito letale, in neonato pretermine con cardiopatia congenita
- Categoria
- Stafilococco / MRSA
- Reparto o contesto
- Cardiochirurgia pediatrica e terapia intensiva neonatale, nel periodo del ricovero per intervento di valvuloplastica percutanea della valvola polmonare, posizionamento di catetere venoso centrale (CVC) e successivo intervento di clipping del dotto arterioso
- Risarcimento riconosciuto
- 1.263.514,56 €Il totale di euro 1.263.514,56 e' composto dal danno non patrimoniale da perdita del rapporto parentale, liquidato con le tabelle del Tribunale di Roma 2023 (valore punto euro 11.356,15): euro 317.972,20 al padre (28 punti), euro 317.972,20 alla madre (28 punti), euro 187.376,47 al fratello (16,5 punti), euro 147.629,95 a una nonna (13 punti), euro 141.951,87 a un'altra nonna (12,5 punti) ed euro 141.951,87 al nonno deceduto in corso di causa, ripartiti fra i suoi eredi (12,5 punti); a cui si aggiunge il danno patrimoniale di euro 8.660,00 (spese funerarie euro 2.000,00 e consulenze medico legali di parte per euro 3.660,00 ed euro 3.000,00). Oltre interessi legali, devalutati alla data del decesso e rivalutati anno per anno secondo gli indici ISTAT. Restano fuori dal conteggio le spese di CTU (a carico della convenuta condannata, liquidate con separato decreto) e le spese di lite, cioe' euro 900,00 di esborsi ed euro 41.007,00 di compenso a favore degli attori a carico della struttura condannata; euro 18.977,00 di compenso che gli attori devono rifondere alla struttura assolta.
- Persone coinvolte
- 6
Il testo del provvedimento, non un articolo. Questa scheda nasce dalla lettura integrale della decisione. Il documento originale viene dagli archivi pubblici e lo pubblichiamo qui sotto per intero, così chi legge può controllare ogni riga. Tribunale di Roma, tredicesima sezione civile, sentenza n. 8014/2024 dell'11.05.2024, R.G. n. 17343/2020 Una riga nera nel documento è nostra. Oscurati i nomi delle parti e dei difensori rimasti in chiaro. Tolti anche gli indirizzi, i civici, i CAP, il comune di residenza e le date di nascita e di morte. Restano i magistrati, che firmano la decisione. Controllato il 07/09/2026 con la lettura integrale del provvedimento scaricato dagli archivi pubblici.
Il principio affermato. I congiunti del paziente deceduto che agiscono iure proprio per il danno da perdita del rapporto parentale non possono invocare il contratto tra il paziente e la struttura, ma devono agire in responsabilita' extracontrattuale ex art. 2043 c.c. Sull'infezione, il giudice afferma che "l'aver contratto l'infezione nell'ambiente ospedaliero... indica inequivocabilmente che non vennero applicate in concreto... le metodiche di profilassi antinfettiva" e che l'esistenza di un comitato infezioni ospedaliere non prova, da sola, che i protocolli siano stati applicati in concreto a quel paziente; in difetto di tale prova il nesso causale si ritiene dimostrato.
Fonte: il provvedimento, in PDF
L’Osservatorio ICA Italia pubblica solo informazioni già di dominio pubblico e non riporta nomi di persone private. Questa scheda ricostruisce il caso a partire dalle fonti citate, non sostituisce la lettura del provvedimento originale né il parere di un avvocato. Per una correzione o un’integrazione si può scrivere dalla pagina Contatti.
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