Caso documentato · HAI-243
Infezione contratta in ospedale a Monza, risarcimento di 167.931,33 € nel 2020
Nel 2020 è stato riconosciuto un risarcimento di 167.931,33 € per un caso di Infezione nosocomiale da batterio (specie non indicata nel testo), insorta durante un secondo intervento chirurgico. Il CTU individua il nesso causale nella tipicita' nosocomiale del batterio e nell'assenza di altri fattori di rischio esterni.. Il dispositivo condanna la convenuta a pagare all'attore leso 167.931,33 euro, oltre interessi legali dal 16/07/2014 (data del fatto). La cifra e' composta dal danno non patrimoniale permanente (137.589 euro, calcolato per differenza sulle tabelle milanesi tenendo conto dell'eta' dell'attore, 68 anni e di una quota di invalidita' preesistente non imputabile alla struttura) e dal danno da invalidita' temporanea (10.500 euro di ITT per 105 giorni, 13.500 euro di ITP al 75% per 180 giorni, 9.000 euro di ITP al 50% per 180 giorni), per un totale di 170.589 euro. Questo totale viene devalutato alla data del fatto (167.737,46 euro) e poi aumentato di 193,87 euro di spese mediche liquidate ai valori dell'epoca, per il risultato finale di 167.931,33 euro. Restano fuori dalla cifra il danno da lesione parentale richiesto dai familiari (respinto), le spese di adeguamento dell'immobile e di assistenza domiciliare (respinte per mancata prova del nesso causale), le spese di lite (2.500 euro di CTP, 786 euro di spese esenti, 10.000 euro di compensi oltre accessori, poste a carico della convenuta ma non sommate al risarcimento) e le spese di CTU, anch'esse a carico della convenuta ma non sommate.
La decisione è stata assunta dal Tribunale di Monza, Seconda Sezione civile, giudice monocratico, primo grado (sentenza n. 1505/2020, letta ex art. 281 sexies c.p.c.). Le fonti pubbliche consultate non indicano se la decisione sia definitiva.
Le fonti pubbliche non dicono di che tipo di struttura si tratti.
Il caso riguarda una persona. L’Osservatorio ICA Italia registra questo caso con il codice HAI-243 nella propria raccolta di sentenze italiane con risarcimento, arrivata a 445 casi documentati. È uno dei procedimenti diventati pubblici, cioè la punta dell’iceberg, perché la gran parte dei casi si chiude con accordi riservati, viene archiviata oppure non viene mai denunciata.
I dati del caso
- Sede e grado del procedimento
- Tribunale di Monza, Seconda Sezione civile, giudice monocratico, primo grado (sentenza n. 1505/2020, letta ex art. 281 sexies c.p.c.)
- Stato del procedimento
- Non risulta dalle fonti consultate
- Data indicata dalle fonti
- 29/10/2020
- Città
- MonzaÈ la sede del tribunale che ha giudicato in primo grado. Il provvedimento non dice in quale comune si trovi la struttura sanitaria.
- Tipo di procedimento
- Causa civile di risarcimento danni per responsabilita' sanitaria, RG 9947/2018
- Infezione
- Infezione nosocomiale da batterio (specie non indicata nel testo), insorta durante un secondo intervento chirurgico. Il CTU individua il nesso causale nella tipicita' nosocomiale del batterio e nell'assenza di altri fattori di rischio esterni.
- Categoria
- Sito chirurgico
- Reparto o contesto
- Non specificato nel testo. Vi fu un primo intervento seguito da un secondo intervento nel corso del quale insorse l'infezione; le sequele descritte (necessita' di stampella per deambulare, impossibilita' di accosciarsi e accovacciarsi) sono compatibili con un intervento ortopedico agli arti inferiori, ma il documento non lo dichiara espressamente.
- Risarcimento riconosciuto
- 167.931,33 €Il dispositivo condanna la convenuta a pagare all'attore leso 167.931,33 euro, oltre interessi legali dal 16/07/2014 (data del fatto). La cifra e' composta dal danno non patrimoniale permanente (137.589 euro, calcolato per differenza sulle tabelle milanesi tenendo conto dell'eta' dell'attore, 68 anni e di una quota di invalidita' preesistente non imputabile alla struttura) e dal danno da invalidita' temporanea (10.500 euro di ITT per 105 giorni, 13.500 euro di ITP al 75% per 180 giorni, 9.000 euro di ITP al 50% per 180 giorni), per un totale di 170.589 euro. Questo totale viene devalutato alla data del fatto (167.737,46 euro) e poi aumentato di 193,87 euro di spese mediche liquidate ai valori dell'epoca, per il risultato finale di 167.931,33 euro. Restano fuori dalla cifra il danno da lesione parentale richiesto dai familiari (respinto), le spese di adeguamento dell'immobile e di assistenza domiciliare (respinte per mancata prova del nesso causale), le spese di lite (2.500 euro di CTP, 786 euro di spese esenti, 10.000 euro di compensi oltre accessori, poste a carico della convenuta ma non sommate al risarcimento) e le spese di CTU, anch'esse a carico della convenuta ma non sommate.
- Persone coinvolte
- 1
Il testo del provvedimento, non un articolo. Questa scheda nasce dalla lettura integrale della decisione. Il documento originale viene dagli archivi pubblici e lo pubblichiamo qui sotto per intero, così chi legge può controllare ogni riga. Tribunale di Monza, sentenza n. 1505/2020 del 29/10/2020, RG 9947/2018 Una riga nera nel documento è nostra. Oscurati 3 difensori. Tolti anche gli indirizzi, i civici, i CAP, il comune di residenza e le date di nascita e di morte, per la regola sui dati che riportano alla persona. Restano le date del ricovero, dell'intervento e del processo. Restano i magistrati, che firmano la decisione. Il 06/09/2026 e' stato tolto anche il nome di battesimo di un'avvocata della convenuta, rimasto nel verbale e nella sentenza. Controllato il 06/09/2026 con la lettura integrale del provvedimento scaricato dagli archivi pubblici.
Il principio affermato. "Quanto alla colpa, la responsabilita' e' presunta, incombendo sulla struttura l'onere di provare di aver messo in atto tutte le misure precauzionali necessarie ad evitare, o ridurre al minimo, il rischio batterico." La sentenza si fonda su una presunzione di colpa ex art. 1218 c.c., senza che sia accertato alcun reato in questa sede.
Fonte: il provvedimento, in PDF
L’Osservatorio ICA Italia pubblica solo informazioni già di dominio pubblico e non riporta nomi di persone private. Questa scheda ricostruisce il caso a partire dalle fonti citate, non sostituisce la lettura del provvedimento originale né il parere di un avvocato. Per una correzione o un’integrazione si può scrivere dalla pagina Contatti.
Altri casi documentati
- Infezione contratta in ospedale a Palermo, risarcimento di 152.611 € nel 2019 Sito chirurgico
- Infezione contratta in ospedale a Vicenza, risarcimento di 1.229.361 € nel 2024 Sito chirurgico
- Infezione contratta in ospedale a Roma, risarcimento di 9.970 € nel 2018 Sito chirurgico
Tutte le sentenze documentate · La mappa dei casi · Le regole con cui i casi vengono giudicati