Caso documentato · HAI-189
Infezione contratta in ospedale a Gallarate, risarcimento di 64.083,19 € nel 2019
Nel 2019 è stato riconosciuto un risarcimento di 64.083,19 € per un caso di Infezione nosocomiale del sito chirurgico dopo intervento di osteosintesi per frattura di tibia, con progressione a focolaio osteomielitico meta epifisario e infezione dei mezzi di sintesi (artrite settica al ginocchio). Il germe isolato non e' indicato nel testo, ma la terapia ritenuta necessaria era un antibiotico antistafilococcico., contratta in Ortopedia. Intervento di osteosintesi per frattura del piatto tibiale e del terzo prossimale della tibia destra, in seguito a incidente stradale (caduta da motocicletta); infezione insorta nel decorso post operatorio.. La somma di 64.083,19 euro comprende gia' gli interessi legali, calcolati con il criterio devalutazione/rivalutazione dalla data del fatto alla sentenza (Cassazione a sezioni unite 1712/1995). E' composta dal danno non patrimoniale per l'invalidita' permanente differenziale dell'8% (la quota aggiuntiva rispetto al 13% di invalidita' gia' presente prima del contagio), liquidato in 42.118,00 euro, dal danno da invalidita' temporanea per complessivi 195 giorni, liquidato in 16.200,00 euro e dalle spese mediche documentate per 4.191,45 euro. Restano fuori dal risarcimento le spese di lite (compensate tra le parti, salvo 1.220,00 euro di consulenza medica di parte rimborsati all'attore), le spese di farmacia non riconosciute per 475,84 euro (scontrini illeggibili o senza indicazione del prodotto), la rivalutazione monetaria (esclusa perche' la somma e' gia' in moneta attuale) e tutte le richieste di danno patrimoniale per mancato guadagno e perdita di capacita' lavorativa, per oltre 1.500.000 euro complessivi, respinte per mancanza di prova del nesso causale con l'infezione.
La decisione è stata assunta dal Tribunale di Busto Arsizio, sezione III civile, giudice monocratico, primo grado (sentenza n. 1659/2019). Le fonti pubbliche consultate non indicano se la decisione sia definitiva.
Le fonti pubbliche non dicono di che tipo di struttura si tratti.
Il caso riguarda una persona. L’Osservatorio ICA Italia registra questo caso con il codice HAI-189 nella propria raccolta di sentenze italiane con risarcimento, arrivata a 445 casi documentati. È uno dei procedimenti diventati pubblici, cioè la punta dell’iceberg, perché la gran parte dei casi si chiude con accordi riservati, viene archiviata oppure non viene mai denunciata.
I dati del caso
- Sede e grado del procedimento
- Tribunale di Busto Arsizio, sezione III civile, giudice monocratico, primo grado (sentenza n. 1659/2019)
- Stato del procedimento
- Non risulta dalle fonti consultate
- Data indicata dalle fonti
- 17/11/2019
- Città
- Gallarate
- Tipo di procedimento
- Causa civile di risarcimento danni per responsabilita' sanitaria, RG 4506/2017
- Infezione
- Infezione nosocomiale del sito chirurgico dopo intervento di osteosintesi per frattura di tibia, con progressione a focolaio osteomielitico meta epifisario e infezione dei mezzi di sintesi (artrite settica al ginocchio). Il germe isolato non e' indicato nel testo, ma la terapia ritenuta necessaria era un antibiotico antistafilococcico.
- Categoria
- Stafilococco / MRSA
- Reparto o contesto
- Ortopedia. Intervento di osteosintesi per frattura del piatto tibiale e del terzo prossimale della tibia destra, in seguito a incidente stradale (caduta da motocicletta); infezione insorta nel decorso post operatorio.
- Risarcimento riconosciuto
- 64.083,19 €La somma di 64.083,19 euro comprende gia' gli interessi legali, calcolati con il criterio devalutazione/rivalutazione dalla data del fatto alla sentenza (Cassazione a sezioni unite 1712/1995). E' composta dal danno non patrimoniale per l'invalidita' permanente differenziale dell'8% (la quota aggiuntiva rispetto al 13% di invalidita' gia' presente prima del contagio), liquidato in 42.118,00 euro, dal danno da invalidita' temporanea per complessivi 195 giorni, liquidato in 16.200,00 euro e dalle spese mediche documentate per 4.191,45 euro. Restano fuori dal risarcimento le spese di lite (compensate tra le parti, salvo 1.220,00 euro di consulenza medica di parte rimborsati all'attore), le spese di farmacia non riconosciute per 475,84 euro (scontrini illeggibili o senza indicazione del prodotto), la rivalutazione monetaria (esclusa perche' la somma e' gia' in moneta attuale) e tutte le richieste di danno patrimoniale per mancato guadagno e perdita di capacita' lavorativa, per oltre 1.500.000 euro complessivi, respinte per mancanza di prova del nesso causale con l'infezione.
- Persone coinvolte
- 1
Il testo del provvedimento, non un articolo. Questa scheda nasce dalla lettura integrale della decisione. Il documento originale viene dagli archivi pubblici e lo pubblichiamo qui sotto per intero, così chi legge può controllare ogni riga. Tribunale di Busto Arsizio, sezione III civile, sentenza n. 1659/2019 del 17/11/2019, RG 4506/2017 Una riga nera nel documento è nostra. Oscurati i difensori e i consulenti. Restano i magistrati. Controllato il 06/09/2026 con la lettura integrale del provvedimento scaricato dagli archivi pubblici.
Il principio affermato. Provati dal paziente il contratto e l'aggravamento della patologia in nesso con l'intervento, spetta alla struttura provare che non vi e' stato inadempimento o che questo non e' stato causa del danno: "grava sulla struttura sanitaria l'onere di provare che l'intervento in questione ha determinato la patologia per una causa, imprevedibile ed inevitabile, la quale ha reso impossibile l'esecuzione corretta dell'intervento chirurgico medesimo". Il danno viene liquidato in via differenziale, riconoscendo solo la quota di invalidita' aggiuntiva rispetto a quella che sarebbe comunque residuata anche con cure prestate correttamente.
Fonte: il provvedimento, in PDF
L’Osservatorio ICA Italia pubblica solo informazioni già di dominio pubblico e non riporta nomi di persone private. Questa scheda ricostruisce il caso a partire dalle fonti citate, non sostituisce la lettura del provvedimento originale né il parere di un avvocato. Per una correzione o un’integrazione si può scrivere dalla pagina Contatti.
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