Caso documentato · HAI-155
Infezione contratta in ospedale a Pescara, risarcimento di 671.996,85 € nel 2024
Nel 2024 è stato riconosciuto un risarcimento di 671.996,85 € per un caso di Epatite C (HCV), contratta in Neurochirurgia, durante il ricovero del 2003 per l'asportazione di ematomi subdurali. 671.996,85 euro in totale, come liquidati nel dispositivo per la perdita del rapporto parentale, con le tabelle del Tribunale di Roma: 317.972,20 euro al coniuge, 295.259,90 euro al figlio e 58.764,75 euro alla figlia. Su queste somme corrono poi interessi e rivalutazione fino al saldo, non quantificati in una cifra fissa. Restano fuori le spese di lite dei due gradi. La domanda per la perdita del reddito da pensione è stata respinta.
La decisione è stata assunta dalla Corte d'Appello dell'Aquila, secondo grado. Riforma la sentenza del Tribunale di Pescara n. 771/2021 dell'08/06/2021, che aveva dichiarato prescritto il diritto. Le fonti pubbliche consultate non indicano se la decisione sia definitiva.
Il caso riguarda una struttura pubblica di Pescara.
Il caso riguarda una persona. L’Osservatorio ICA Italia registra questo caso con il codice HAI-155 nella propria raccolta di sentenze italiane con risarcimento, arrivata a 445 casi documentati. È uno dei procedimenti diventati pubblici, cioè la punta dell’iceberg, perché la gran parte dei casi si chiude con accordi riservati, viene archiviata oppure non viene mai denunciata.
I dati del caso
- Sede e grado del procedimento
- Corte d'Appello dell'Aquila, secondo grado. Riforma la sentenza del Tribunale di Pescara n. 771/2021 dell'08/06/2021, che aveva dichiarato prescritto il diritto
- Stato del procedimento
- Non risulta dalle fonti consultate
- Data indicata dalle fonti
- 04/03/2024 (pubblicazione; la decisione è del 21/02/2024)
- Città
- PescaraÈ la sede del tribunale che ha giudicato in primo grado. Il provvedimento non dice in quale comune si trovi la struttura sanitaria.
- Tipo di procedimento
- Causa civile di risarcimento danni per responsabilità sanitaria, RG 811/2021, promossa dal coniuge e dai due figli del paziente deceduto
- Infezione
- Epatite C (HCV)
- Categoria
- Altro
- Reparto o contesto
- Neurochirurgia, durante il ricovero del 2003 per l'asportazione di ematomi subdurali
- Risarcimento riconosciuto
- 671.996,85 €671.996,85 euro in totale, come liquidati nel dispositivo per la perdita del rapporto parentale, con le tabelle del Tribunale di Roma: 317.972,20 euro al coniuge, 295.259,90 euro al figlio e 58.764,75 euro alla figlia. Su queste somme corrono poi interessi e rivalutazione fino al saldo, non quantificati in una cifra fissa. Restano fuori le spese di lite dei due gradi. La domanda per la perdita del reddito da pensione è stata respinta.
- Persone coinvolte
- 1
Il testo del provvedimento, non un articolo. Questa scheda nasce dalla lettura integrale della decisione. Il documento originale viene dagli archivi pubblici e lo pubblichiamo qui sotto per intero, così chi legge può controllare ogni riga. Corte d'Appello dell'Aquila, sentenza n. 305/2024, RG 811/2021, pubbl. 04/03/2024 Una riga nera nel documento è nostra. Oscurati i 5 difensori, fra cui due che erano anche parti private. Tolti il nome del notaio straniero che aveva autenticato una procura, un cognome scritto nella forma cognome più nome che il primo giro non aveva collegato alla stessa persona. Tolto anche l'indirizzo londinese della compagnia assicuratrice. Restano i magistrati. Controllato il 02/09/2026 con la lettura integrale del provvedimento scaricato dagli archivi pubblici, con secondo passaggio di verifica sui dati duri (estremi, esito, importo, voci del dispositivo, struttura).
Il principio affermato. Il tempo per chiedere il risarcimento della morte da contagio non parte dal fatto in sé, ma dal momento in cui i familiari potevano rendersi conto, con l'ordinaria diligenza, del legame fra la condotta della struttura e il danno. Una perizia svolta in un'altra causa fra le stesse parti vale come prova piena anche nel nuovo processo.
Fonte: il provvedimento, in PDF
L’Osservatorio ICA Italia pubblica solo informazioni già di dominio pubblico e non riporta nomi di persone private. Questa scheda ricostruisce il caso a partire dalle fonti citate, non sostituisce la lettura del provvedimento originale né il parere di un avvocato. Per una correzione o un’integrazione si può scrivere dalla pagina Contatti.
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