Caso documentato · HAI-153
Infezione contratta in ospedale a Treviso, risarcimento di 919.715,52 € nel 2025
Nel 2025 è stato riconosciuto un risarcimento di 919.715,52 € per un caso di Mycobacterium chimaera, contratta in Cardiochirurgia · due interventi in circolazione extracorporea con macchinari per la termoregolazione (Heater-Cooler Units) contaminati. 919.715,52 euro in totale, cioè 330.785,00 euro a un familiare e 588.930,52 euro a un altro, anche in qualità di erede, oltre rivalutazione e interessi. La condanna è in solido con il produttore e il fornitore del macchinario. Nei rapporti interni fra i tre coobbligati il giudice ha ripartito la responsabilità in parti uguali, un terzo ciascuno. Verso i familiari, però, la struttura risponde per l'intero.
La decisione è stata assunta dal Tribunale di Treviso, giudice monocratico, primo grado. Le fonti pubbliche consultate non indicano se la decisione sia definitiva.
Il caso riguarda una struttura pubblica di Treviso.
Il caso riguarda una persona. L’Osservatorio ICA Italia registra questo caso con il codice HAI-153 nella propria raccolta di sentenze italiane con risarcimento, arrivata a 445 casi documentati. È uno dei procedimenti diventati pubblici, cioè la punta dell’iceberg, perché la gran parte dei casi si chiude con accordi riservati, viene archiviata oppure non viene mai denunciata.
I dati del caso
- Sede e grado del procedimento
- Tribunale di Treviso, giudice monocratico, primo grado
- Stato del procedimento
- Non risulta dalle fonti consultate
- Data indicata dalle fonti
- 2025 (il provvedimento non riporta il giorno di pubblicazione)
- Città
- Treviso
- Tipo di procedimento
- Causa civile di risarcimento danni per responsabilità sanitaria, con chiamata in causa del produttore e del fornitore del macchinario e della compagnia assicuratrice della struttura
- Infezione
- Mycobacterium chimaera
- Categoria
- Altro
- Reparto o contesto
- Cardiochirurgia · due interventi in circolazione extracorporea con macchinari per la termoregolazione (Heater-Cooler Units) contaminati
- Risarcimento riconosciuto
- 919.715,52 €919.715,52 euro in totale, cioè 330.785,00 euro a un familiare e 588.930,52 euro a un altro, anche in qualità di erede, oltre rivalutazione e interessi. La condanna è in solido con il produttore e il fornitore del macchinario. Nei rapporti interni fra i tre coobbligati il giudice ha ripartito la responsabilità in parti uguali, un terzo ciascuno. Verso i familiari, però, la struttura risponde per l'intero.
- Persone coinvolte
- 1
Il testo del provvedimento, non un articolo. Questa scheda nasce dalla lettura integrale della decisione. Il documento originale viene dagli archivi pubblici e lo pubblichiamo qui sotto per intero, così chi legge può controllare ogni riga. Tribunale di Treviso, sentenza n. 1657/2025 Una riga nera nel documento è nostra. Oscurati gli 8 difensori, per la regola del 22/08/2026. Restano i magistrati. Nessun nome di parte privata è sfuggito all'anonimizzazione della fonte. Nel testo restano il nome dell'azienda sanitaria convenuta, quello del produttore del macchinario e una fioreria citata per la fattura del funerale, che sono persone giuridiche e non persone fisiche. Controllato il 31/08/2026 con la lettura integrale del provvedimento scaricato dagli archivi pubblici, con secondo passaggio di verifica sui dati duri (estremi, esito, importo, voci del dispositivo, ripartizione interna).
Il principio affermato. Il difetto di fabbrica di un'apparecchiatura non libera la struttura sanitaria verso il paziente. Se l'ospedale non prova di avere eseguito le procedure di pulizia e manutenzione igienica prescritte, la mancanza di quella prova è inadempimento suo. Resta tale anche quando le istruzioni del produttore erano a loro volta insufficienti. Il rapporto col produttore si regola dopo, fra i coobbligati.
Fonte: il provvedimento, in PDF
L’Osservatorio ICA Italia pubblica solo informazioni già di dominio pubblico e non riporta nomi di persone private. Questa scheda ricostruisce il caso a partire dalle fonti citate, non sostituisce la lettura del provvedimento originale né il parere di un avvocato. Per una correzione o un’integrazione si può scrivere dalla pagina Contatti.
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