Caso documentato · HAI-111
Infezione contratta in ospedale a Ancona, risarcimento di 271.480,90 € nel 2022
Nel 2022 è stato riconosciuto un risarcimento di 271.480,90 € per un caso di Klebsiella pneumoniae carbapenemasi-produttrice (KPC), contratta in Rianimazione. Somma di due voci liquidate a favore della figlia erede, danno biologico iure hereditatis di euro 6.700 più danno da perdita del rapporto parentale iure proprio di euro 264.780,90. Non comprende gli interessi legali dalla domanda al saldo, né le spese di giudizio di euro 10.500 di compenso più euro 286 di esborsi, né le spese di CTU poste a carico della convenuta. La domanda del genero è stata respinta. La figlia e il genero sono stati condannati in solido a pagare euro 21.000 di spese processuali all'altra struttura convenuta, assolta dalla domanda.
La decisione è stata assunta dal Tribunale Ordinario di Ancona, Sezione Seconda Civile, primo grado. Le fonti pubbliche consultate non indicano se la decisione sia definitiva.
Il caso riguarda una struttura pubblica di Ancona.
Il caso riguarda una persona. L’Osservatorio ICA Italia registra questo caso con il codice HAI-111 nella propria raccolta di sentenze italiane con risarcimento, arrivata a 445 casi documentati. È uno dei procedimenti diventati pubblici, cioè la punta dell’iceberg, perché la gran parte dei casi si chiude con accordi riservati, viene archiviata oppure non viene mai denunciata.
I dati del caso
- Sede e grado del procedimento
- Tribunale Ordinario di Ancona, Sezione Seconda Civile, primo grado
- Stato del procedimento
- Non risulta dalle fonti consultate
- Data indicata dalle fonti
- 21/09/2022 (pubblicazione)
- Città
- Ancona
- Tipo di procedimento
- Giudizio civile di risarcimento danni da responsabilità sanitaria, introdotto con ricorso ex art. 702 bis c.p.c. e convertito dal giudice in rito ordinario su eccezione di una delle convenute
- Infezione
- Klebsiella pneumoniae carbapenemasi-produttrice (KPC)
- Categoria
- Klebsiella / KPC
- Reparto o contesto
- Rianimazione
- Risarcimento riconosciuto
- 271.480,90 €Somma di due voci liquidate a favore della figlia erede, danno biologico iure hereditatis di euro 6.700 più danno da perdita del rapporto parentale iure proprio di euro 264.780,90. Non comprende gli interessi legali dalla domanda al saldo, né le spese di giudizio di euro 10.500 di compenso più euro 286 di esborsi, né le spese di CTU poste a carico della convenuta. La domanda del genero è stata respinta. La figlia e il genero sono stati condannati in solido a pagare euro 21.000 di spese processuali all'altra struttura convenuta, assolta dalla domanda.
- Persone coinvolte
- 1
Il testo del provvedimento, non un articolo. Questa scheda nasce dalla lettura integrale della decisione. Il documento originale viene dagli archivi pubblici e lo pubblichiamo qui sotto per intero, così chi legge può controllare ogni riga. Tribunale di Ancona, sentenza n. 1058/2022, RG 8074/2019, pubbl. 21/09/2022 Una riga nera nel documento è nostra. Oscurati i difensori. Tolti anche il nome della struttura sanitaria, gli indirizzi, i civici, il CAP, il comune di residenza e le date di nascita e di morte. Restano i magistrati, che firmano la decisione. Controllato il 23/08/2026 con la lettura integrale del provvedimento scaricato dagli archivi pubblici, con secondo passaggio di verifica sui dati duri.
Il principio affermato. La struttura sanitaria risponde contrattualmente, ex artt. 1218 e 1228 c.c., delle condotte dei propri sanitari, con onere della prova liberatoria a suo carico una volta dimostrato il nesso causale. Non avendo la struttura di Ancona provato di avere applicato i protocolli di prevenzione delle infezioni, risponde secondo il criterio del più probabile che non del decesso causato dall'infezione nosocomiale.
Fonte: il provvedimento, in PDF
L’Osservatorio ICA Italia pubblica solo informazioni già di dominio pubblico e non riporta nomi di persone private. Questa scheda ricostruisce il caso a partire dalle fonti citate, non sostituisce la lettura del provvedimento originale né il parere di un avvocato. Per una correzione o un’integrazione si può scrivere dalla pagina Contatti.
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