Caso documentato · HAI-087
Infezione contratta in ospedale a Brindisi, risarcimento di 805.347 € nel 2025
Nel 2025 è stato riconosciuto un risarcimento di 805.347 € per un caso di Klebsiella pneumoniae (KPC, produttrice di carbapenemasi), definita nel testo anche come "germe gram-negativo multifarmacoresistente". Somma di quattro voci liquidate nel dispositivo: 359812,00 euro alla moglie e 273770,00 euro alla figlia (danno da perdita del rapporto parentale iure proprio), 108672,00 euro alla nipote minore per il tramite dei genitori (stesso titolo), 63093,00 euro a moglie e figlia insieme, in parti uguali, per il danno biologico terminale iure hereditatis. Il totale di 805347,00 euro è indicato dallo stesso giudice nel corpo della sentenza. Non comprende le spese di lite (30916,53 euro), le spese di CTU poste a carico della convenuta, né gli interessi legali sul capitale devalutato e rivalutato, dovuti in aggiunta.
La decisione è stata assunta dal Tribunale di Brindisi, Sezione Civile - I grado (sentenza n. 851/2025, RG 1424/2017). Le fonti pubbliche consultate non indicano se la decisione sia definitiva.
Le fonti pubbliche non dicono di che tipo di struttura si tratti.
Il caso riguarda una persona. L’Osservatorio ICA Italia registra questo caso con il codice HAI-087 nella propria raccolta di sentenze italiane con risarcimento, arrivata a 445 casi documentati. È uno dei procedimenti diventati pubblici, cioè la punta dell’iceberg, perché la gran parte dei casi si chiude con accordi riservati, viene archiviata oppure non viene mai denunciata.
I dati del caso
- Sede e grado del procedimento
- Tribunale di Brindisi, Sezione Civile - I grado (sentenza n. 851/2025, RG 1424/2017)
- Stato del procedimento
- Non risulta dalle fonti consultate
- Data indicata dalle fonti
- 28/05/2025 (pubblicazione)
- Città
- Brindisi
- Tipo di procedimento
- civile
- Infezione
- Klebsiella pneumoniae (KPC, produttrice di carbapenemasi), definita nel testo anche come "germe gram-negativo multifarmacoresistente"
- Categoria
- Klebsiella / KPC
- Reparto o contesto
- Reparto non nominato dal provvedimento (ricovero d'urgenza il 15/06/2015 per una crisi cardiaca, poi malattie infettive, poi colecistectomia laparoscopica per una colecistite necrotico suppurativa da Klebsiella pneumoniae KPC)
- Risarcimento riconosciuto
- 805.347 €Somma di quattro voci liquidate nel dispositivo: 359812,00 euro alla moglie e 273770,00 euro alla figlia (danno da perdita del rapporto parentale iure proprio), 108672,00 euro alla nipote minore per il tramite dei genitori (stesso titolo), 63093,00 euro a moglie e figlia insieme, in parti uguali, per il danno biologico terminale iure hereditatis. Il totale di 805347,00 euro è indicato dallo stesso giudice nel corpo della sentenza. Non comprende le spese di lite (30916,53 euro), le spese di CTU poste a carico della convenuta, né gli interessi legali sul capitale devalutato e rivalutato, dovuti in aggiunta.
- Persone coinvolte
- 1
Il testo del provvedimento, non un articolo. Questa scheda nasce dalla lettura integrale della decisione. Il documento originale viene dagli archivi pubblici e lo pubblichiamo qui sotto per intero, così chi legge può controllare ogni riga. Tribunale di Brindisi, sentenza n. 851/2025, RG 1424/2017, pubbl. 28/05/2025 Una riga nera nel documento è nostra. Sono stati oscurati i due difensori e il nome della struttura sanitaria. Sono stati tolti anche gli indirizzi, il CAP, il comune di residenza, le date di nascita e di morte e i recapiti degli studi legali. Resta il giudice che ha firmato la decisione. Controllato il 23/08/2026 con la lettura integrale del provvedimento scaricato dagli archivi pubblici, con seconda lettura di controllo sui dati.
Il principio affermato. Il decesso causato da un'infezione nosocomiale contratta durante il ricovero configura responsabilita' contrattuale della struttura sanitaria, accertata col criterio del "piu' probabile che non" sulla base della CTU. Cio' vale anche in presenza di comorbilita' pregresse del paziente, quando l'infezione assume un ruolo eziologico essenziale e determinante nella causazione della morte.
Fonte: il provvedimento, in PDF
L’Osservatorio ICA Italia pubblica solo informazioni già di dominio pubblico e non riporta nomi di persone private. Questa scheda ricostruisce il caso a partire dalle fonti citate, non sostituisce la lettura del provvedimento originale né il parere di un avvocato. Per una correzione o un’integrazione si può scrivere dalla pagina Contatti.
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