Osservatorio ICA Italia

Caso documentato · HAI-072

Infezione contratta in ospedale a Bergamo, risarcimento di 360.000 € nel 2020

Nel 2020 è stato riconosciuto un risarcimento di 360.000 € per un caso di Infezione da Serratia marcescens con decesso del neonato, contratta in Terapia Intensiva Neonatale. 180.000 euro a ciascuno dei due genitori, più 8.186,55 di interessi a testa fino al 31/12/2019. Il capitale fa 360.000 e con gli interessi il dispositivo arriva a 376.373,10. Il danno da perdita di guadagno della società del padre e le spese funerarie sono stati respinti. Le spese di lite restano fuori. Il primo grado aveva respinto la domanda, perché la struttura aveva mostrato di avere da anni una commissione per le infezioni e un protocollo di settantatré pagine. La Corte d'Appello ribalta proprio su questo. Nessun documento riguardava il ricovero di quella madre e di quel neonato, quindi non era provata l'applicazione pratica di quei protocolli al caso concreto.

La decisione è stata assunta dalla Corte d'Appello di Brescia, secondo grado (sentenza n. 143/2020), che riforma la sentenza n. 565/2019 del Tribunale di Bergamo. La decisione è definitiva.

Il caso riguarda una struttura pubblica di Bergamo.

Il caso riguarda una persona. L’Osservatorio ICA Italia registra questo caso con il codice HAI-072 nella propria raccolta di sentenze italiane con risarcimento, arrivata a 445 casi documentati. È uno dei procedimenti diventati pubblici, cioè la punta dell’iceberg, perché la gran parte dei casi si chiude con accordi riservati, viene archiviata oppure non viene mai denunciata.

I dati del caso

Sede e grado del procedimento
Corte d'Appello di Brescia, secondo grado (sentenza n. 143/2020), che riforma la sentenza n. 565/2019 del Tribunale di Bergamo
Stato del procedimento
Decisione definitiva
Data indicata dalle fonti
04/02/2020 (deposito della minuta 31/01/2020)
Città
Bergamo
Tipo di procedimento
civile responsabilita sanitaria
Infezione
Infezione da Serratia marcescens con decesso del neonato
Categoria
Altro
Reparto o contesto
Terapia Intensiva Neonatale
Risarcimento riconosciuto
360.000 €180.000 euro a ciascuno dei due genitori, più 8.186,55 di interessi a testa fino al 31/12/2019. Il capitale fa 360.000 e con gli interessi il dispositivo arriva a 376.373,10. Il danno da perdita di guadagno della società del padre e le spese funerarie sono stati respinti. Le spese di lite restano fuori. Il primo grado aveva respinto la domanda, perché la struttura aveva mostrato di avere da anni una commissione per le infezioni e un protocollo di settantatré pagine. La Corte d'Appello ribalta proprio su questo. Nessun documento riguardava il ricovero di quella madre e di quel neonato, quindi non era provata l'applicazione pratica di quei protocolli al caso concreto.
Persone coinvolte
1

Il testo del provvedimento, non un articolo. Questa scheda nasce dalla lettura integrale della decisione. Il documento originale viene dagli archivi pubblici e lo pubblichiamo qui sotto per intero, così chi legge può controllare ogni riga. Corte d'Appello di Brescia, sentenza n. 143/2020, RG 547/2019, pubbl. 04/02/2020, che riforma il Tribunale di Bergamo n. 565/2019 Una riga nera nel documento è nostra. Oscurati i 5 difensori, per la regola del 22/08/2026. Restano i magistrati. Tolti indirizzi e date anagrafiche. Tolta anche la struttura detta per città, per la regola del 04/09/2026. Il documento non fa il nome di nessuna struttura. Controllato il 04/09/2026 con la lettura integrale dell'appello scaricato dagli archivi pubblici, confrontata con il primo grado di rigetto, anch'esso letto.

Il principio affermato. Se un paziente si ammala in ospedale tocca alla struttura dimostrare di aver messo in pratica le misure di prevenzione in quel caso preciso. Non basta provare di avere buoni protocolli scritti. Serve la prova che siano stati applicati a quel malato, altrimenti la struttura risponde del danno.

Fonte: il provvedimento, in PDF

L’Osservatorio ICA Italia pubblica solo informazioni già di dominio pubblico e non riporta nomi di persone private. Questa scheda ricostruisce il caso a partire dalle fonti citate, non sostituisce la lettura del provvedimento originale né il parere di un avvocato. Per una correzione o un’integrazione si può scrivere dalla pagina Contatti.

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