Osservatorio ICA Italia

Caso documentato · HAI-016

Infezione contratta in ospedale a Biancavilla, risarcimento di 481.835,20 € nel 2026

Nel 2026 è stato riconosciuto un risarcimento di 481.835,20 € per un caso di Infezione da SARS-CoV-2 contratta in reparto (HAI-Covid), contratta in Struttura riabilitativa, ricovero per terapia neuromotoria dopo un ictus. 131.152 euro alla moglie, 160.440 a una figlia e 104.121,60 a ciascuno degli altri due figli. Il dispositivo liquida 499.835,20 euro in tutto. L'archivio ne pubblica 481.835,20, cioè la stessa cifra meno i 18.000 euro riconosciuti per l'omessa informazione sul rischio di contagio, divisi in 6.000 alla moglie e 4.000 a ogni figlio. Quella voce risarcisce la mancata informazione, non il contagio. Le spese di causa, 550 euro di spese vive e 25.000 di compensi, restano fuori.

La decisione è stata assunta dal Tribunale di Catania, V sezione civile - I grado (sentenza n. 803/2026). Le fonti pubbliche consultate non indicano se la decisione sia definitiva.

Le fonti pubbliche non dicono di che tipo di struttura si tratti.

Il caso riguarda una persona. L’Osservatorio ICA Italia registra questo caso con il codice HAI-016 nella propria raccolta di sentenze italiane con risarcimento, arrivata a 445 casi documentati. È uno dei procedimenti diventati pubblici, cioè la punta dell’iceberg, perché la gran parte dei casi si chiude con accordi riservati, viene archiviata oppure non viene mai denunciata.

I dati del caso

Sede e grado del procedimento
Tribunale di Catania, V sezione civile - I grado (sentenza n. 803/2026)
Stato del procedimento
Non risulta dalle fonti consultate
Data indicata dalle fonti
16/02/2026
Città
Biancavilla
Tipo di procedimento
civile
Infezione
Infezione da SARS-CoV-2 contratta in reparto (HAI-Covid)
Categoria
SARS-CoV-2
Reparto o contesto
Struttura riabilitativa, ricovero per terapia neuromotoria dopo un ictus
Risarcimento riconosciuto
481.835,20 €131.152 euro alla moglie, 160.440 a una figlia e 104.121,60 a ciascuno degli altri due figli. Il dispositivo liquida 499.835,20 euro in tutto. L'archivio ne pubblica 481.835,20, cioè la stessa cifra meno i 18.000 euro riconosciuti per l'omessa informazione sul rischio di contagio, divisi in 6.000 alla moglie e 4.000 a ogni figlio. Quella voce risarcisce la mancata informazione, non il contagio. Le spese di causa, 550 euro di spese vive e 25.000 di compensi, restano fuori.
Persone coinvolte
1

Il testo del provvedimento, non un articolo. Questa scheda nasce dalla lettura integrale della decisione. Il documento originale viene dagli archivi pubblici e lo pubblichiamo qui sotto per intero, così chi legge può controllare ogni riga. Tribunale di Catania, quinta sezione civile, sentenza n. 803/2026, RG 7109/2022, pubbl. 16/02/2026 Una riga nera nel documento è nostra. Oscurati i difensori e i nomi delle tre strutture nominate, per la regola del 03/09/2026. Restano i magistrati. Tolti indirizzi, comune di residenza e date anagrafiche. Il nome della struttura andava tolto anche nella forma corta, che comparisce tre righe sotto quella per esteso. Controllato il 04/09/2026 con la lettura integrale del provvedimento scaricato dagli archivi pubblici, con verifica del dispositivo voce per voce e del conteggio degli aventi diritto.

Il principio affermato. Fra paziente e struttura c'è un contratto di cura. Il paziente deve provare il ricovero e la malattia nuova con il legame di causa. Alla struttura tocca provare di aver fatto tutto il necessario, oppure che il danno viene da un evento imprevedibile che non le si può imputare. Va risarcito anche il paziente che non è stato informato del rischio di contagio.

Fonte: il provvedimento, in PDF

L’Osservatorio ICA Italia pubblica solo informazioni già di dominio pubblico e non riporta nomi di persone private. Questa scheda ricostruisce il caso a partire dalle fonti citate, non sostituisce la lettura del provvedimento originale né il parere di un avvocato. Per una correzione o un’integrazione si può scrivere dalla pagina Contatti.

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