Osservatorio ICA Italia

Caso documentato · HAI-004

Infezione contratta in ospedale a Imperia, risarcimento di 137.000 € nel 2021

Nel 2021 è stato riconosciuto un risarcimento di 137.000 € per un caso di E. coli + MRSA (infezione post-osteosintesi), contratta in Divisione di Ortopedia (frattura di femore, poi protesi d'anca). 76.655 euro di danno permanente e 60.345 di danno temporaneo, 405 giorni a 149 euro al giorno. Il Tribunale di Imperia aveva liquidato 431.584 euro. L'appello riduce per due ragioni. Applica le tabelle di premorienza, perché il paziente è morto prima della decisione. Non riconosce nemmeno la personalizzazione, che ritiene non provata. Le spese di lite restano fuori.

La decisione è stata assunta dalla Corte d'Appello di Genova, Sez. II Civile – II grado (sentenza n. 1194/2021). Le fonti pubbliche consultate non indicano se la decisione sia definitiva.

Le fonti pubbliche non dicono di che tipo di struttura si tratti.

Il caso riguarda una persona. L’Osservatorio ICA Italia registra questo caso con il codice HAI-004 nella propria raccolta di sentenze italiane con risarcimento, arrivata a 445 casi documentati. È uno dei procedimenti diventati pubblici, cioè la punta dell’iceberg, perché la gran parte dei casi si chiude con accordi riservati, viene archiviata oppure non viene mai denunciata.

I dati del caso

Sede e grado del procedimento
Corte d'Appello di Genova, Sez. II Civile – II grado (sentenza n. 1194/2021)
Stato del procedimento
Non risulta dalle fonti consultate
Data indicata dalle fonti
24/11/2021
Città
Imperia
Tipo di procedimento
Civile
Infezione
E. coli + MRSA (infezione post-osteosintesi)
Categoria
Stafilococco / MRSA
Reparto o contesto
Divisione di Ortopedia (frattura di femore, poi protesi d'anca)
Risarcimento riconosciuto
137.000 €La condanna paga in cifra unica il contagio e la negligenza del fisioterapista nella seduta di riabilitazione, che causò la seconda frattura di femore. Il giudice non separa le due voci, quindi questa cifra non è il prezzo della sola infezione.76.655 euro di danno permanente e 60.345 di danno temporaneo, 405 giorni a 149 euro al giorno. Il Tribunale di Imperia aveva liquidato 431.584 euro. L'appello riduce per due ragioni. Applica le tabelle di premorienza, perché il paziente è morto prima della decisione. Non riconosce nemmeno la personalizzazione, che ritiene non provata. Le spese di lite restano fuori.
Persone coinvolte
1

Il testo del provvedimento, non un articolo. Questa scheda nasce dalla lettura integrale della decisione. Il documento originale viene dagli archivi pubblici e lo pubblichiamo qui sotto per intero, così chi legge può controllare ogni riga. Corte d'Appello di Genova, seconda sezione civile, sentenza n. 1194/2021, pubbl. 24/11/2021, che riforma in parte la sentenza n. 481/2018 del Tribunale di Imperia Una riga nera nel documento è nostra. Oscurati i 3 difensori, per la regola del 22/08/2026. Oscurato anche il cognome del paziente, rimasto scoperto dall'anonimizzazione della fonte in un punto solo. Via pure i nomi delle due strutture condannate in solido, per la regola del 03/09/2026. Restano i magistrati. Tolta una data di morte. Controllato il 04/09/2026 con la lettura integrale del provvedimento scaricato dagli archivi pubblici, con verifica del dispositivo voce per voce.

Il principio affermato. Il contratto di cura obbliga la struttura a prevenire e a gestire le infezioni che nascono in corsia. Il paziente deve provare il ricovero e il legame fra il ricovero e l'infezione. Tocca poi alla struttura dimostrare di aver rispettato le misure di asepsi, altrimenti risponde del danno.

Fonte: il provvedimento, in PDF

L’Osservatorio ICA Italia pubblica solo informazioni già di dominio pubblico e non riporta nomi di persone private. Questa scheda ricostruisce il caso a partire dalle fonti citate, non sostituisce la lettura del provvedimento originale né il parere di un avvocato. Per una correzione o un’integrazione si può scrivere dalla pagina Contatti.

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