Osservatorio ICA Italia

Caso documentato · HAI-149

Infezione contratta in ospedale a Viterbo, risarcimento di 19.850 € nel 2022

Nel 2022 è stato riconosciuto un risarcimento di 19.850 € per un caso di Acinetobacter Baumanii; Staphylococcus aureus (nel testo compare anche come "staphilococcus aureus"). Somma di inabilità temporanea assoluta per 120 giorni (11.880 euro), invalidità temporanea parziale al 50% per 60 giorni (2.970 euro) e personalizzazione del danno del 34% (5.000 euro), per un totale di 19.850 euro oltre interessi legali. Non comprende il danno patrimoniale, respinto perché non provato ne' quantificato dall'attore, ne' le spese processuali, liquidate a parte in 4.835 euro oltre IVA, CAP e 15%, oltre alle spese di CTU gia' liquidate.

La decisione è stata assunta dal Tribunale di Viterbo, sezione civile, primo grado (giudice unico). Le fonti pubbliche consultate non indicano se la decisione sia definitiva.

Le fonti pubbliche non dicono di che tipo di struttura si tratti.

Il caso riguarda una persona. L’Osservatorio ICA Italia registra questo caso con il codice HAI-149 nella propria raccolta di sentenze italiane con risarcimento, arrivata a 445 casi documentati. È uno dei procedimenti diventati pubblici, cioè la punta dell’iceberg, perché la gran parte dei casi si chiude con accordi riservati, viene archiviata oppure non viene mai denunciata.

I dati del caso

Sede e grado del procedimento
Tribunale di Viterbo, sezione civile, primo grado (giudice unico)
Stato del procedimento
Non risulta dalle fonti consultate
Data indicata dalle fonti
24/02/2022 (pubblicazione)
Città
ViterboÈ la sede del tribunale che ha giudicato in primo grado. Il provvedimento non dice in quale comune si trovi la struttura sanitaria.
Tipo di procedimento
Giudizio ordinario di risarcimento danni per responsabilità medica/sanitaria
Infezione
Acinetobacter Baumanii; Staphylococcus aureus (nel testo compare anche come "staphilococcus aureus")
Categoria
Acinetobacter
Reparto o contesto
non reso noto dalle fonti
Risarcimento riconosciuto
19.850 €Somma di inabilità temporanea assoluta per 120 giorni (11.880 euro), invalidità temporanea parziale al 50% per 60 giorni (2.970 euro) e personalizzazione del danno del 34% (5.000 euro), per un totale di 19.850 euro oltre interessi legali. Non comprende il danno patrimoniale, respinto perché non provato ne' quantificato dall'attore, ne' le spese processuali, liquidate a parte in 4.835 euro oltre IVA, CAP e 15%, oltre alle spese di CTU gia' liquidate.
Persone coinvolte
1

Il testo del provvedimento, non un articolo. Questa scheda nasce dalla lettura integrale della decisione. Il documento originale viene dagli archivi pubblici e lo pubblichiamo qui sotto per intero, così chi legge può controllare ogni riga. Tribunale di Viterbo, sentenza n. 206/2022, RG 3260/2018, pubbl. 24/02/2022 Una riga nera nel documento è nostra. Oscurati da noi i difensori, per la regola decisa il 22/08/2026. Negli atti che ospitiamo restano i magistrati, che firmano la decisione. Gli avvocati no. Nessun consulente tecnico risultava nominato in chiaro. Controllato il 28/08/2026 con la lettura integrale del provvedimento scaricato dagli archivi pubblici, con secondo passaggio di verifica sui dati duri (estremi, esito, importo, struttura).

Il principio affermato. Nella responsabilità sanitaria di natura contrattuale (art. 7 l. 24/2017), spetta al paziente provare il nesso causale fra la condotta dei sanitari e il danno secondo il criterio del più probabile che non, mentre spetta alla struttura provare l'assenza di colpa. La mancata prova di avere adottato i presidi per la prevenzione delle infezioni nosocomiali, frequenti in ambiente sanitario, fonda la responsabilità contrattuale della struttura per il ritardo diagnostico e terapeutico, anche quando il nesso causale con l'intervento chirurgico principale resti escluso.

Fonte: il provvedimento, in PDF

L’Osservatorio ICA Italia pubblica solo informazioni già di dominio pubblico e non riporta nomi di persone private. Questa scheda ricostruisce il caso a partire dalle fonti citate, non sostituisce la lettura del provvedimento originale né il parere di un avvocato. Per una correzione o un’integrazione si può scrivere dalla pagina Contatti.

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